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Il paese sorge tra il fiume Ferro ed il fiume Straface, su una
sommità a quota 819 metri. Il panorama è incatevole, perchè quivi è possibile
osservare il golfo di Taranto in tutta la sua magneficenza. Il nome deriva da quello di un
castello che sorgeva sulla sommità del monte attualmente occupato dal paese. Fu Casale di Oriolo e
quando a seguito della peste del 1348, la popolazione abbandonò il luogo, perse ogni importanza. Riemerse alla ribalta della storia nel 1517
quando un gruppo di Albanesi si fermò in località Cerviola
dando vita ad un villaggio che battezzarono Xorza, che
significa piccola città. Dopo meno di ventanni altri profughi provenienti da Corone, tra cui la maggior parte portavano il cognome Camodeca,
riuscirono a edificare il paese più a monte in località detta San
Pietro delle Noci. Ancora oggi gli
abitanti conservano lingua, usi e costumi della madre patria Albania. Attiguo al paese il bosco "Foresta",
rigoglioso di vegetazione e attrezzato in alcune parti per la ricettività turistica, con
sorgenti, tavoli su pietra da pic-nic e trachega. Da visitare proprio nel bosco
"Foresta" la cappella della Madonna della Neve. Gli abitanti si chiamano Castroregesi.
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- Farneta
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Nello stesso periodo in cui gli albanesi si stanziarono
a Castroregio popolarono anche Farneta, un piccolo borgo posto in un posto suggestivo nel
versante orientale del Pollino. Faceva parte del comprensorio di Oriolo nel 1811, venne
aggregato nel 1820 al Comune di Castroregio divenendone frazione.
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Farneta si ricorda per:
- l'artigianato riguardante la manifattura di
strumenti musicali popolari, quali zampogne a chiave, surdilli, ciaramelle, ecc.;
- la stampa di un giornale "Rinascita Sud"
(Riljndia Jug);
- la famosa Certosa di Farneta.
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Stemma Comunale

- Abito tradizionale di Farneta tratto dal volume
- "Costumi degli albanesi d'Italia"
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